NUOVA SERIE
SAGGI
BRUNELLO VIGEZZI, L’Italia unita e le sfide della politica estera. Dal Risorgimento alla Repubblica, Milano, Unicopli 1997, pp. 362, €, 16,53
Questo libro raccoglie per la prima volta alcuni dei saggi più importanti di Brunello Vigezzi sulla storia della politica estera italiana dall’Unità ai giorni nostri. Oggetto di discussioni animate in seminari e congressi nazionali e internazionali, questi lavori, spesso basati su una documentazione largamente inedita, fanno il punto su una serie di questioni “classiche”: l’eredità della Destra storica e il passaggio alla Sinistra di Crispi; la formazione e la consistenza dell’imperialismo italiano tra economia e politica ; Giolitti e la guerra di Libia; la classe dirigente liberale e il paese tra il 1914 e 1918; il confronto fra le tre neutralità del 1870, del 1914, del 1939 e quella ipotizzata nel 1948; l’adesione – ricostruita di prima mano – al patto atlantico; e la scoperta delle nuove dimensioni della politica mondiale nel 1956, fra la crisi di Suez, l’Ungheria e i malcerti tentativi di avviare una costruzione europea.
MAURIZIO BAZZOLI, L’equilibrio di potenza nell’età moderna. Dal Rinascimento al Congresso di Vienna, Milano, Unicopli, 1998, pp. 208, € 12,91
Nel corso della storia moderna il principio di equilibrio è venuto assumendo molteplici significati che si sono talvolta sovrapposti e intrecciati fra loro: espediente pratico suggerito dalle circostanze, criterio politico empirico, strumento di propaganda, espressione tecnica del linguaggio diplomatico, concetto costitutivo della teoria dell’ordine internazionale, principio storiografico etc. Tuttavia se, nonostante tutto, la sua plurisecolare fortuna si è andata paradossalmente alimentando anche delle critiche che gli sono state rivolte per la sua insufficienza a garantire la pace internazionale, ciò è avvenuto perché il pensiero politico dell’età moderna non ha saputo imporre soluzioni più efficaci alla cruciale esigenza di sicurezza nei rapporti fra gli Stati . Attraverso una serie di “voci” precedute da un saggio introduttivo e organizzate in sei sezioni, questo volume antologico offre un ampio panorama delle molteplici interpretazioni e delle contrastanti valutazioni dell’ “equilibrio di potenza” nel pensiero internazionalistico a partire dal secolo XVI fino al primo quindicennio del XIX. Viene così evidenziato il progressivo cambiamento del concetto di equilibrio, dall’originaria rappresentazione metaforica della “bilancia” fino alla più tarda e complessa elaborazione teorica del “sistema” dei rapporti internazionali.
ANDREA SACCOMAN, Aristocrazia e politica nell’Italia liberale. Fortunato Marazzi militare e deputato (1851-1921), Milano, Unicopli, 2000, pp. 392, € 18,08
Il libro di Andrea Saccoman ricostruisce la biografia di Fortunato Marazzi, uomo pubblico dell’età giolittiana, deputato al Parlamento e comandante di divisione durante la Prima guerra mondiale. Marazzi è figura interessante del panorama politico e militare dell’epoca soprattutto per l’originalità delle sue idee di riforma degli ordinamenti militari. Egli propugnò queste idee in Parlamento ma anche in una serie di pubblicazioni che ne fecero una delle voci di dissenso più autorevoli del tempo rispetto alla politica militare ufficiale del governo italiano. Il lavoro di Saccoman si è basato su di un’ ampia documentazione, per lo più inedita, tratta da archivi pubblici e privati, a cominciare da quello messo a disposizione dalla famiglia Marazzi.
MARIA MATILDE BENZONI, La cultura italiana e il Messico. Storia di un’immagine da Temistitan all’Indipendenza (1519-1821), Milano, Unicopli, 2004, pp. 380, € 25
Un itinerario inconsueto, dal Rinascimento al Romanticismo, seguendo la cultura italiana alle prese con il Messico nativo, coloniale e indipendente. Il libro presenta la storia plurisecolare di un’immagine e delle sue stratificazioni: dal sorprendente incontro all’inizio del Cinquecento con una misteriosa civiltà che evoca l’Egitto, l’Islam e il Mediterraneo al giudizio formulato nell’età della Controriforma, oscillante fra la condanna dell’idolatria, l’ammirazione per la società azteca e l’entusiasmo per la formazione oltreoceano di un vicereame cattolico. Dall’erudizione del Seicento, capace di coniugare l’attenzione verso la storia e la natura indigene con la “scoperta” di Las Casas, al dibattito del Sette-Ottocento, incline a riflettere sull’antico Messico e sulle prospettive politico-economiche della Nuova Spagna e del neonato stato ispanoamericano. La ricostruzione è condotta su un ricchissimo corpus di fonti: dalla documentazione diplomatica all’epistolografia missionaria; dalle testimonianze dei viaggiatori alla voce di intellettuali e letterati; dai trattati storico-geografici alla letteratura politico-economica; dalle traduzioni delle cronache spagnole e delle opere americanistiche d’oltralpe fino all’iconografia sedimentata nel corso dei secoli. Il lettore viene così riscoprendo il contributo offerto durante l’età moderna dalla cultura italiana all’incandescente dibattito sul Nuovo Mondo. Un contributo che, forse inaspettatamente, mette in discussione il topos storiografico della decadenza, che vuole invece il mondo italiano confinato ai margini dell’espansione europea. I vari protagonisti, i modi diversi di vedere e di sentire, i filoni e i motivi dell’immagine del Messico richiamano in effetti una realtà in grado non solo di continuare a “pensare il mondo”, ma anche di far autorevolmente pesare la propria weltanschauung, aprendo nuovi interrogativi sui caratteri dell’integrazione della nostra penisola nella nascente Europa moderna e sulle origini della mondializzazione.
BRUNELLO VIGEZZI, The British Committee on the Theory of International Politics (1954-1985). The Rediscovery of History, Milano, Unicopli, 2005, pp. 468, € 30,00
A partire dagli anni ’50, fino a buona parte degli anni ’80, gli incontri del British Committee on the Theory of International Politics, hanno rappresentato un importante momento di riflessione sulla vita internazionale del passato e del presente e uno straordinario “laboratorio di idee” sulla teoria e la storia delle relazioni internazionali. Con questo libro Brunello Vigezzi ricostruisce per la prima volta il calendario di tutti gli incontri del Committee; propone una antologia di scritti di alcuni autori del Committee e, sulla base di un’ampia documentazione inedita, offre una originale e complessa interpretazione di una storia ancora poco conosciuta. Il Committee e la sua storia sono guardate sullo sfondo della generale crisi dello storicismo, in connessione con il continuo scontro tra “fatti” e “valori” e nell’ambito di grandi trasformazioni considerate dalle diverse scuole al lavoro nel campo delle relazioni internazionali.
MAURO ELLI, Politica estera ed ingegneria nucleare. I rapporti del Regno Unito con l’Euratom (1957-1963), Milano, Unicopli 2007, pp. 160€17,00
Pochi oggi ricordano che, inizialmente, la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) era considerata la più promettente delle nuove istituzioni messe in cantiere a Messina; ancora più difficile è figurarsi l’ottimismo entusiasta con cui si guardava alle applicazioni civili di questa nuova fonte d’energia. Il libro ripercorre, basandosi sulla vasta documentazione inedita conservata presso gli archivi britannici e delle Comunità europee, la vicenda dei rapporti che intercorsero fra il Regno Unito, il “grande assente” del processo integrativo nonché la potenza nucleare europea tecnologicamente più avanzata, e l’Euratom, nel cruciale periodo che va dall’epilogo della crisi di Suez al primo “veto” francese all’adesione britannica alle Comunità. Confermando le conclusioni generali della storiografia sul percorso integrativo del Regno Unito e, contemporaneamente, colmandone una lacuna oggettiva, da un lato si mostra la coerenza e la relativa efficacia dell’azione esterna della Commissione Euratom rispetto al precoce processo d’introversione della Comunità; dall’altro lato come il vantaggio di disporre di un know-how tecnologico più avanzato si trasformasse per il Regno Unito quasi in un ostacolo allo stabilire un rapporto positivo con i Sei. I contatti con Euratom permettevano ai funzionari britannici di ritrovare nell’ingegneria nucleare quella peculiare posizione d’eccellenza che il loro paese aveva visto tramontare a Suez: così, il contrastato e a volte inconcludente processo d’elaborazione decisionale diveniva uno scontro fra “tecnici” e “politici”, fra le diverse valutazioni del ruolo del Regno Unito in Europa, con delle prese di posizione per certi versi sorprendenti e sicuramente molto diverse da quelle che ci s’aspetterebbe a priori.
LUCIO VALENT, L'Europa non è l'Europa senza Londra. Il Regno Unito tra CEE e mondo (1964-1967), Milano, Unicopli, pp. 327, € 15,00
Attraverso l’analisi della documentazione conservata presto gli Archivi di Stato britannici e il loro confronto con materiale documentario statunitense e fonti bibliografiche edite, questo volume delinea i processi decisionali politico-militari che portarono il governo laburista di Harold Wilson ad abbandonare il ruolo strategico tenuto nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico e a investigare le possibilità dell’apertura di un nuovo negoziato con la Comunità Economica Europea, che consentisse la partecipazione di Londra alla struttura continentale. Lo studio delle vicende di quegli anni consente di delineare una percezione britannica del mondo e del proprio posto in esso che, seppure con forme diverse e in una condizione internazionale differente, è riemersa in parte - dopo essere rimasta sottotraccia per un decennio - negli anni ’80 e con la fine della competizione bipolare.
SILVIA MARIA PIZZETTI (a cura di), La storia e la teoria della vita internazionale. Interpretazioni e discussioni, Milano, Unicopli, 2009, pp. 215, € 13,00
Introduzione di A. Canavero
Saggi di:
S. M. Pizzetti, Tra teoria e storia delle relazioni internazionali. Itinerari di ricerca.
I. English School o English Way?
A. Colombo, Il British Committee tra storia e teoria delle relazioni internazionali; M. Chiaruzzi, Che cos'è la società internazionale? Realtà e conoscenza della politica in Martin Wight; E. Brighi, Hedley Bull, il British Committee e le relazioni internazionali; A. Saccoman, Michael Howard e la storia militare nei lavori del British Committee.
II. Dal Sistema Europeo alla Società Internazionale
G. Formigoni, «Sistema» e «società» internazionale; G. Scirocco «Tra fatti e categorie»: il British Committee e la «riscoperta della storia»; M. M. Benzoni, Esperienza europea e crisi dell’eurocentrismo. Prime note di lettura.
III. La storia delle relazioni internazionali: uno svolgimento plurisecolare
Giovanna Daverio Rocchi Per una società internazionale della Grecia antica: autonomia ed egemonia; B. Baldi, Il Medioevo, la storia delle relazioni internazionali e il British Committee: appunti per una riflessione in corso. E. Orrù, La società internazionale e il problema della legittimazione del diritto internazionale penale; B. Vigezzi, Per continuare la ricerca; B. Vigezzi, Il British Committee, l’English School e la storia della società internazionale.
Il rapporto tra storici e teorici delle relazioni internazionali è infatti sempre stato complesso e controverso, senza però mai tradursi in una incomunicabilità permanente o in una difficoltà di principio a trovare linguaggi comuni. Anzi, si può forse affermare che i nostri tempi siano in generale più favorevoli ad una ripresa del dialogo tra le due diverse prospettive. L’occasione offerta dalla ricerca condotta da Brunello Vigezzi sul British Committee on International Relations e sulla sua trentennale stagione di studi e riflessioni e dall’incontro milanese del 2007 che ne ha discusso in profondità gli esiti interpretativi si è anche per questo rivelata propizia all’analisi di una questione che attraversa tutto il confronto teorico contemporaneo sulle relazioni internazionali.
OPERE IN COLLABORAZIONE
Relações Internaçionais dos Países Americanos, Amado Luiz Cervo e Wolfgang Döpcke (ed.), Brasilia 1994, pp. 440.
Saggi di:
E. A. Heredia, Una aproximación teòrica a los conceptos de "nación" y de "espacios regionales" en la configuración de las relaciones internacionales latino americanas; J. F. Sombra Saraiva, Três percursos do nacionalismo nas relações internacionais: Argentina, Brasil e México; P. Funes, Las tradiciones interpretativas de la nación en el Cono Sur: una disputa intelectual en los años 20. Los casos de Perú y Argentina; C. Bueno, As noções de prestígio e soberania na política externa deRio Branco (1902-1912); C. Medeiros dos Santos, O lugar dos povos indígenas no Estado nacional americano; M. G. Kothe, Os imigrantes na América: isolamento e integração nacional; R. E. Gertz, Alemanha e alemães no Brasil: a ambivalência brasileira na década de 1930; M. de Monserrat LLairó – R. Siepe, Las relaciones bilaterales argentino-alemanas y la politica exterior del Estado-nación argentino entre 1880 y 1914; M. Muro de Nadal,Relaciones diplomáticas y comerciales entre Argentina y Rusia (1880-1914); C. Carnevale, Los sistemas de partidos en la década del 20: Chile y Argentina; R. Rein, Spanish- Argentine Relations and the Changing Place of the Hispanic Heritage in Peronist Nationalism, 1946-1955; M. Rapoport – C. Spiguel, El nacionalismo peronista y las relaciones argentino-norteamericanas en los anõs 50: condiciones y aleances de un virage; C. J. Rozencwaig, Las relaciones ítalo-argentinas. Su contribución a la formación de la nación argentina; S. Mezzano Lopetegui, Las relaciones entre Chile e Italia: una síntesis interpretativa; L. E. Bieber, Bolivia 1936-1945. En la encrucijada entre el surgimiento de un nacionalismo militante y la rivalidad germano-norteamericana; A. M. Ferreira Menezes, O nacionalismo de Vargas diante das influências externas ( 1934-1942); C. A. da Silva- C. A. Guagiano Waldegaray – G. Zanin, El nacionalismo como uno de los factores desencadenantes de conflictos hispanoamericanos: el caso de la Primera Guerra del Pacífico; D. del Pilar Otero, El sistema de arbitraje y las disputas regionales latinoamericanas en la Conferencia Interamericana de México (1901-1902); N. Meaney, American Nationalism, the Monroe Doctrine and Woodrow Wilson's New World Order; E. Cancelli, O circuito internacional de polícias na primeira metade do século XX; S. M. Lubisco Brancato, A neutralidade argentina na Segunda Guerra Mundial: efeitos sobre as relações entre Brasil, Argentina e Uruguai; A. Albònico, Resistencias latinoamericanas a la Alianza Atlántica ( 1947-1958); C. Torres Del Rio, Democracia, derechos humanos y narcotráfico, 1945-2000. ¿Hacia el fin de la soberanía estatal?; R. Berg, Nation-building, State Structure, and Ethnic Groups: The Scandinavian Sámis as a Case Study; J. Jobson de Andrade Arruda, Mercado nacional e mercado mundial entre a nação e o Estado no Brasil (1789-1830); Z. Diaz Lopez, Las relaciones comerciales del Suroccidente colombiano con la Nueva Granada y el Ecuador durante los años 1800-1830; W. da S. Gonçalves, Nacionalismo, café e descolonização; P. G. Fagundes Vizentini, Da barganha nacionalista à Política Externa Independente, 1951-1964: relações internacionais e desenvolvimento no Brasil; T. Vigevani, Formulação de política exterior no Brasil: o caso da informática; A. Musacchio, La desarticulación del Estado intervencionista en la Argentina y las transformaciones económicas a partir de 1990; A. L. Cervo, Política exterior e desenvolvimento: Estados Unidos, Brasile Argentina nos dois últimos séculos; J. H. Carrizo, Tratados comerciales y proyectos de unión aduanera en la Argentina a comienzos de la Segunda Guerra Mundial. Crisis de la inserción tradicional y regionalismo; M. Pineau, El Atlántico Sur: relaciones entre Argentina y Sudáfrica; B. C. Crisorio – N. R. Aguirre, Argentina entre el Atlántico y el Pacífico. Dos casos: Rusia y España. Nuevas perspectivas en la última década; J. Knippers Black, Coming Full Circle: Perspectives on a Century of U.S. –Latin American Relations; O. Ianni, Nação e globalização; A. L. Westphalen, O acervo documentai histórico do Ministério das Relações Exteriores do Brasil.
Il libro raccoglie gli atti della International Conference on State and Nation in the History of International Relations of American Countries tenutasi a Brasilia nel 1994 con il patrocinio della Commissione di Storia delle Relazioni Internazionali. Il volume consente di seguire le vicende dell’inserimento degli stati americani nel sistema internazionale dal XIX secolo al presente e da vari punti di vista, analizzando il ruolo dei nazionalismi, il rilievo delle relazioni bilaterali con le ex madrepatrie, i paesi di più forte immigrazione e le grandi potenze mondiali, le politiche di sicurezza, il rapporto fra economia e relazioni internazionali e fra regionalizzazione e globalizzazione.
Las Relaciones Internacionales en el Pacifico (siglos XVIII-XX), M. Dolores Elizalde (ed), Madrid 1997, pp. 694
Premessa di Manuel Espadas Burgos
Introduzione di Maria Dolores Elizalde
Saggi di:
T. Sethia, British Colonial Intervention in Malaya, 1874: An Historiographical Analysis; C. Raybaud, L'île de Pâques de 1862 à 1888: vingt six années de diaspora pascuane en Océanie Orientale; O. I. Sergeev – V. N. Chernavskaya, The Cossack Colonization of the Russian Far East; Y. N. Osipov, Colonization of the Far East Outlying Districts by Russian Peasantry; J. M. Delgado, Ideas y escritos sobre la formación de la Compañía Privilegiada de Filipinas; G. P. Beloglazov, Manchuria after the Japanese, the Agrarian Reform of the North East of China; A. García-Abásolo, The contribution of Southern Spain to European population settlement in the Pacific (16th-18th centuries); X. Huetz de Lemps, La faible émigration des Espagnols vers les Philippines: vastes projets et maigres réalisations des dernières années de la colonisation espagnole, 1881-1898 ; L. I. Gallyamova, Migrations to the Far East of Russia in the Second Part of the 19th- Beginning of the 20th Centuries (1860-1914); S. B. Beloglazova, Cross and Pen: The Russian Orthodox Church in Russian America; Nickolay V. Kocheshkov, Turko-Mongol Nomads and Culture of the peoples of the Amur Region; R. Young, Anglo-Dutch Rivalry in Mid-18th Century Sumatra; L. Álvarez, Divergencias y acuerdos entre España, Gran Bretaña y Alemania sobre las islas Joló, 1834-1898; M. D. Elizalde, La lucha por el Pacífico en 1898. Interpretaciones en torno a la dimensión oriental de la guerra hispano-norteamericana; S. L. Hilton – S. J.S. Ickringill, William McKinley and the Pacific: Spanish and British Interpretations. An Essay in comparative History; D. A. Ballendorf , A permanent upsetting of tradition: the beginning of Palauan and British International Relations; A.Caulín, Las potencias europeas en Filipinas (1762-1872) en la obra de José Montero y Vidal; C. Gallego-Fresnillo, El sexenio español y el Extremo Oriente: Filipinas; J. Darwin, The Pacific and Decolonization; R. C. Thompson, Conflict and Cooperation in the Pacific Basin, 1945-1995; D. Lowe, Making Sense of Decolonization in the Asia-Pacific Region, 1945-55: the View from Australasia; G. Mount, Chile, the United States and the Axis in 1942; Ph. Charrier, Britain, India and the One Force Interpretation of Asian Nationalism, 1945-51; H. Kim, Principles and Compromise: Anglo-American relations and the Korean Question in the 1950s; P. G. Fagundes Vizentini, International Implications of the Vietnam Decolonization, 1945-1954; C. Dan, The Features of British-American Protestant Missionaries' Cultural Work in China's National Development during the 1920s; B. de Graaff, The Inertia of Metropolitan Bureaucracy: The Institutional Setting in The Hague and Decolonization of Indonesia; R. Chauvel, Decolonising without the Colonized: The Liberation of Irian Jaya; J. Hilliker, Mackenzie King on the Pacific Rim, 1909: Thinking about an East Asian Policy for Canada; D. Goldsworthy, Assumption of Sovereignty: British Territories and Australian Mini-Imperialism in the 1950s; P. de Deckker, Processus de décolonisation dans le Pacifique insulaire; F. von Krosigk, Decolonization without Transfer of Sovereignty: The French Experience in Polynesia; L. Kuntz, Le Japon et le Pacifique Sud: quels enjeux? Contribution a l'étude du rôle du Japon en Mélanésie ; H. Nelson, From Frontier to Territory, Colony and Nation: Australia and New Guinea.
A partire dal XVIII sec. .fino alla Prima guerra mondiale, la vita delle popolazioni del Pacifico è stata caratterizzata dalla colonizzazione europea. L’arrivo di commercianti, scienziati, missionari, soldati, coloni e avventurieri, alterò per sempre.gli equilibri delle popolazioni del Pacifico. Esse dovettero subire la trasformazione delle loro società per vedersi subito dopo inevitabilmente immesse sulla scena internazionale- con tutti i problemi che da ciò derivarono. Esse divennero oggetto delle rivalità delle grandi potenze per il controllo dei commerci, per gli investimenti, le comunicazioni e in generale l’influenza su questa ampia regione.
Con questo libro si sono voluti analizzare i processi di colonizzazione e decolonizzazione del Pacifico, la storia dell’incontro tra popoli e civiltà così diverse tra loro, e al contempo prendere in esame le relazioni internazionali sviluppatesi in quel contesto e in quella particolare congiuntura.
The Lessons of Yalta, Colloquium of International Relations, Pompiliu Teodor (ed.), Cluj-Napoca 1998, pp. 252.
Introduzione di Pompiliu Teodor
Saggi di:
K. Hitchins, Yalta in American Historiography; H.-J. Rupieper, The Yalta Conference and Germany: Historiography in a Divided Country; V. Vesa, Yalta in the Romanian Historiography; B. Ferenčuhová, Yalta vue par l'historiographie slovaque;P. G. Fagundes Vizentini, The Yalta System: a View from the South; A. Colombo, The Conference of Yalta and the Theory of International Relations. An Invisibile Change; L. S. Kaplan, The Yalta "Betrayal" Reconsidered; A. P. van Goudoever, Yalta in Plural: a Unique Event?; A. S. Orlich, Debunking the Yalta Myth: the "Percentages" Agreements and the Fate of Central and Eastern Europe; W. Rojek, The Direct Consequences of the Yalta Resolutions for the Countries of Central and Southeast Europe; A. Pop, Putting Yalta to the Test: March 6, 1945 in Romania; W. Mausbach, Das Reparationsprotokoll von Jalta und der Beginn des Kalten Krieges; Gh. Buzatu, Yalta and the Romanians: Myths arid Realities; L. Ţîrău, Revisiting Yalta: Strategies, Diplomacy and Negotiations at the Crimean Conference (4-11 February 1945); A. Patek, Exodus 1947; N. Păun, The Marshall Plan; A. Canavero, Conclusions.
Per i paesi dell’Europa dell’Est la conferenza di Yalta è rimasta a lungo impressa nelle menti delle popolazioni; per la storiografia dei paesi che ne hanno “beneficiato”, essa, poi, è diventata una sorta di mito. Se da un lato l’impatto della conferenza di Yalta sulla mentalità collettiva è stato argomento di assai scarsa attenzione da parte degli storici, dall’altro proprio in ambito storico, si è sentita la necessità di una analisi sistematica delle storiografie dei paesi dell’area socialista al fine di individuare le evoluzioni politiche del dopo-Yalta.
È stato proprio con questo obiettivo che nel 1997, sotto gli auspici della Commissione di Storia delle Relazioni Internazionali si è deciso di organizzare a Cluj, in Romania, un convegno dedicato al tema dell’interpretazione che le varie storiografie europee ed americana davano della conferenza di Yalta, i cui risultati sono raccolti in questo volume.
Multiculturalism and the History of International Relations from the 18th Century up to the Present, a cura di Pierre Savard e Brunello Vigezzi, Milano, Unicopli - Les Presses Universitaires d’Ottawa, 1999, p. 541, € 28,41.
Introduzione di :
P. Savard, La variable du multiculturalisme et l'histoire - The Variable of Multiculturalism and History ; B. Vigezzi, La formation historique d'une "société multiculturelle" et les problèmes d'aujourd'hui - The Historical Formation of the "Multicultural Society" and Present-day Problems
Saggi di :
C. J. Jaenen, Colonial Roots of Canadian Multiculturalism; K. W.Schweizer, Jeremy Black, British Foreign Policy and the Jacobite Factor; T. Bonazzi, «Men, like Flowers or Roots, Being transplanted
take after the Soil wherein they grow». Reflections on Alterity and Politics regarding the Origins of the United States of America; J. Andres-Gallego, Multiculturalism in the International Relations of Spain around the Year 1763; P. Teodor, National Pluralism in Transylvania: Ethnic, Cultural and Religious Convergencies; D. Kitsikis, Multiculturalism in the Ottoman Empire : the Alevi Religious and Cultural Community; M. M. Benzoni, Between Eulogy and Diversity: F. J. Clavijero’s «Storia antica del Messico» (1780) and the Making of Home History in a Plural Society of Spanish America; S. Pizzetti, «L’Univers du fond de son cabinet». Le voyageur de Diderot entre barbarie et tolerance ; L. Azzolini, The Secular State and Minorities. The Roots of the Question in Condorcet’s «Recueil de Pièces sur l’Etat des Protestants en France » ; A. Ostinelli, England and the Rest of the World : Burke’s Speeches on India and on American Colonies; G. Bossuat, Multiculturalisme politique en France et relations extérieures (XIX et XX siècle) ; L. Codignola, Roman Catholic North America, 1763-1846: The Issue of Clerical Misbehaviour in a New Multiethnic Community; N. A. Graebner, The American-Mexican Cultural Clash and the Mexican War; E. A. Heredia, Ethnic Conflicts and International Relations in Latin America: Some Paradigms; M. de Monserrat Llairó – R. Siepe, La politique d'immigration de l'Etat oligarchique argentin (1880-1916); M. Muro de Nadal, Immigration Policy of Argentina's Democratic Governments (1916-1930); M. Rapoport – B. C. Crisorio, The National State, Communities of European Origin and Argentinian International Policy in the First Half of the XXth Century; N. Aguirre - G. Cortelezzi, International and Community Politics: the Basques in Argentina (1890-1945). The Birth of the Committee for Basque Immigration; D. del Pilar Otero, Frontier and Ethnic Conflict. The Indigenous People in the Amazonian Northwest during the Rubber Boom; A. L. Cervo, Politique extérieure d'une société pluraliste; le cas du Brésil Eduardo Devés-Valdès, Multiculturalisme et revendication de l'identité dans la pensée latino-americaine vers les années 1930 ; G. Scirocco, Which Internationalism? Socialism, Communism, Multiculturalism; M. Fülöp, Questions ethniques et règlements territoriaux ; J. F. Sombra Saraiva, Diplomacy and Culture: African Descents and Brazil's African Policy, 1961 up to the Present. The Relevance of the Culturalist Discourse; D. Avery - I. Steinisch, Immigrant Workers, Refugees and Multiculturalism. Comparison of the Canadian and German Experiences (1950-1995) ; B. Ramirez, Multiculturalism, Immigration and Ethnic Relations: Canada and the USA Compared ; M. Halloran, Multiculturalism and External Policy in the Trudeau Era (1968-1984); P. Milo, Multiculturalism in the Balkans; V. Dan Segre, The Traditional and Transcultural Diplomacy: the Middle East Experience; M. Subash, The Policy of Reservations in India and Problems of Multiculturalism in Canada; A. Grosbusch, Le Luxembourg, modèle d'une société multiculturelle?; J. Rex, Multiculturalism in Europe and America; A. Canavero, The Holy See and the Problem of Multiculturalism. From Pope Pius XII to Pope John Paul II; C. Visentin, The Pantomine Horse. Different Cultures and «International Society», among Samuel Huntington, Adda Bozeman and Ronald Dore; A. Colombo, Multiculturalism and Tolerance. The Problem of Diversity in International Relations; Y. H. Ferguson, Ethnicity, Nationalism, and Global Politics: Continuity and Change.
Il multiculturalismo, osserva uno degli autori di questo libro, è senza dubbio uno dei fenomeni più diffusi del mondo d’oggi. Ma è anche un fenomeno assai discusso che solleva insieme grandi speranze e profondi timori. Questo volume rappresenta uno fra i più ampi tentativi di cercare di comprendere l’origine di questi problemi. Gli autori hanno analizzato la formazione della società multiculturale nelle varie parti del mondo, a partire dal XVIII sec. fino ai giorni nostri, cercando di illuminare le questioni che si pongono oggi, in forma più marcata e problematica, alla nostra società contemporanea. Il libro offre un’interpretazione nuova ed originale del multiculturalismo, della sua storia, dei suoi valori, dei suoi limiti e delle sue possibilità.
Il fattore religioso nell’integrazione europea, a cura di Alfredo Canavero, Jean Dominique Durand, Milano, Unicopli, 1999, pp. 442, € 23,24
Introduzione di Alfredo Canavero
Saggi di:
A. Riccardi, Roma del Papa e l’Europa: un progetto cattolico; Ph. Chenaux, Occidente, Cristianità, Europa. Uno studio semantico; B. Delpal, San Benedetto, un patrono per l’Europa; H. Hürten, La Germania ponte tra Est e Ovest nel quadro delle relazioni religiose; R. Morozzo della Rocca, L’ortodossia balcanica e l’Europa; B. Segre, Gli ebrei di fronte all’ecumenismo in Europa; A. Giovagnoli, Paolo VI e l’Europa. Sulle orme di Pio XII e Giovanni XXIII; W. E. Crivellin, L’episcopato del triangolo industriale
Italiano di fronte ai temi europei; X. Boniface, I cappellani militari francesi, la pace e l’Europa (1948-1958); J.-P. Willaime, Il Consiglio Ecumenico delle Chiese e la Conferenza delle Chiese Europee di fronte all’unificazione dell’Europa; S. Wydmusch, Tra realtà territoriale e idealità europea. Le Chiese protestanti e il processo d’unione europea; J. Fischer, Le Chiese e l’Europa di fronte al terzo millennio. Da Basilea a Graz, i progressi dell’ecumenismo in Europa; J. Nurser, Le Chiese del Regno Unito e il progetto “Europa”; A. Roccucci, La Chiesa ortodossa russa e l’Europa. La politica estera del Patriarcato di Mosca dopo la Seconda Guerra Mondiale; G. Campanini, La cultura cattolica del Novecento e l’idea di Europa; D. Veneruso, Il fattore religioso come fondamento dell’unità europea al”Convegno Volta” nell’ottobre 1938; F. Raphael, Gli ebrei fra il deserto e la città. Lettura comparata di Max Weber, Werner Sombart e Georg Rimmel; A. Ciampani, Il pellegrinaggio giubilare alla “Sede di Pietro” nel XX secolo e la formazione dei processi d’identità europea; E. Bressan, L’Europa dal fallimento della CED ai trattati di Roma nelle riviste gesuitiche di Italia, Francia e Inghilterra; D. Gonnet, La libertà di culto: un dibattito europeo al Concilio Vaticano II?; L. Rizzi, La laicità degli Stati e l’integrazione europea; W. Becker, L’idea europea dei cattolici ultramontani da Görres alla seconda democrazia tedesca; M.-E. Reytier, I cattolici tedeschi e l’Europa all’indomani della Prima Guerra Mondiale. L’esempio dei Katholikentage; P. Pasture, Realtà e concezioni europee nel movimento sindacale cristiano tra le due guerre; F. Larat, L’idea d’Europa nel dopoguerra tra i cattolici provenienti dalla Resistenza e dall’opposizione al nazismo; E. Tonizzi, L’UCID e l’Europa negli anni Cinquanta; J.-D. Durand, Conclusioni.
I saggi raccolti in questo libro affrontano il tema dell’influenza del fattore religioso nel processo di integrazione europea. L’argomento è stato oggetto sinora di scarsa attenzione e anche per questo il libro curato da A. Canavero e J.-D. Durand acquista rilievo. In esso il problema del rapporto fra Chiese e integrazione europea è analizzato da diversi punti di vista e con l’apporto di studiosi di diverse nazionalità. Ne risulta un quadro assai articolato dal quale appare che l’influenza delle Chiese ha avuto un peso niente affatto marginale nel processo di integrazione europea. E se l’influenza della Chiesa cattolica in questo processo è ormai nota, la posizione delle Chiese protestanti e Greco-ortodosse lo è molto meno. Anche per questo i saggi raccolti in questo volume rappresentano un importante punto di partenza per approfondire un tema via via sempre più rilevante negli anni a venire. In un mondo che ha difficoltà a superare antichi pregiudizi, sia religiosi che etnici, in cui si riaffacciano nazionalismi esclusivi e negatori della dignità degli altri, le Chiese possono dare un grande contributo alla costruzione di un’Europa integrata nelle menti e nei cuori prima ancora che nell’economia e nelle istituzioni.
Storia e storici d’Europa nel XX secolo, a cura di Maria Matilde Benzoni e Brunello Vigezzi, Milano 2001, pp. 307, € 18,08
Introduzione di Brunello Vigezzi
Saggi di:
M. M. Benzoni, Il Consiglio d’Europa e la comunità degli storici: dalle discussioni del 1952-56 alle ricerche di Beloff, Renouvin, Schnabel e Valsecchi; J. Ruel, Quale identità per l’Europa? La Comunità europea e la retorica della cultura e dell’identità (1970-98); P. S. Graglia Il movimento federalista e la storia d’Europa; J.-D. Durand, Giorgio la Pira-Jacques Maritain: dialogo per un’Europa cristiana all’epoca della ricostruzione (giugno-luglio 1946); R. Morozzo della Rocca, L’Europa degli ortodossi; G. Scirocco, Jan Romein, la sinistra e il mito del secolo dell’Asia; J. Bécarud – E. López Campillo, Claudio Sánchez Albornoz e gli storici spagnoli di fronte all’Europa; R.Girault, Pierre Renouvin, la storia delle relazioni internazionali e l’idea d’Europa; B. Vigezzi, Federico Chabod e i problemi dell’idea d’Europa; S. Pizzetti, Fernand Braudel, l’Europa e il mondo; M. Espadas Burgos, José Antonio Maravall e la storia d’Europa; O. Dumoulin, Fare storia o fare la storia? A proposito della collana di Jacques Le Goff, “Fare l’Europa”.
L’Europa ha una sua storia, diversa da quella delle storie nazionali, sul piano politico, economico, religioso, culturale? La questione è stata già discussa in passato ed è quanto mai attuale oggi che l’Europa è alla ricerca di una sua identità e di un suo ruolo nella vita internazionale. Questo libro conduce l’indagine in modo originale, considerando l’argomento da almeno tre punti di vista: le istituzioni, i movimenti politici, la comunità degli storici, illuminando tentativi importanti e diversi di ricostruire e diffondere la “storia d’Europa”. La vicenda può riguardare il Consiglio d’Europa e la Comunità europea; i federalisti, i cattolici, gli ortodossi, l’internazionale comunista e i repubblicani spagnoli; i grandi storici, da Renouvin a Chabod, da Braudel a Maravall a Le Goff: sempre alle prese con il tema della “storia d’Europa”, tra passato e presente, nel corso del XX secolo.
La successione degli imperi e delle egemonie nelle relazioni internazionali, a cura di D. Foraboschi e S. M. Pizzetti, Milano, Unicopli, 2003, pp. 175, € 11,00
Saggi di
S. M. Pizzetti, La storia delle relazioni internazionali dall’antichità ai nostri giorni: un progetto pluriennale di ricerca; D. Asheri, La successione degli imperi e delle egemonie: preistoria di due teorie; G. B. Lanfranchi, Imperi assiro, babilonese, persiano: continuità e discontinuità; C. Mora, Successioni di dinastie e dominio universale nei testi «storiografici» del Vicino Oriente antico. Spunti per una riflessione; F. Cordano, Egemonie in Grecia. Tebe in Senofonte ed Eforo; L. Troiani, Il Libro di Daniele e la successione degli imperi; E. Gabba, La successione degli imperi in Dionigi e Appiano; M. Sordi, Il problema della successione degli imperi tra Pompeo Trogo e Orosio; D. Foraboschi, Guerra e Imperi; P. Desideri, La successione degli imperi nel pensiero di Bodin; G. Ricuperati, Jacques-Bénigne Bossuet e la storia universale; B. Vigezzi, Schumpeter e la fine del mito degli imperi.
La teoria della successione dei poteri egemonici - indagata in questo libro nelle sue origini classiche e nelle sue più moderne rivisitazioni – risponde innanzitutto al bisogno d’intendere nelle sue motivazioni e nelle sue scansioni temporali, il frequente dislocarsi del centro focale della storia. Di fronte all’esigenza di un’organizzazione cronologica degli avvenimenti, visti in un quadro non puramente locale, la teoria fornisce un’interpretazione della storia, tanto come descrizione del passato quanto come previsione di un suo inevitabile ripetersi nel futuro, fino ad assumere una dimensione e prospettiva millenaristica. Spostandosi dalle aree del Vicino oriente antico e dalla Grecia al Mediterraneo, l’idea di una successione d’imperi trapassa nella riflessione politica e storiografica del pensiero occidentale, fino a coinvolgere il Nuovo Mondo, a cercare d’interpretare le successive conquiste coloniali, a confrontarsi con l’ascesa e il tramonto dell’egemonia europea.
La teoria di un succedersi di egemonie urta costantemente con le politiche di equilibrio, tanto che non sono mancate considerazioni politiche ed economiche sui vantaggi di una coesistenza di entità statali differenti e concorrenti. Poiché va ribadito che l’aspetto principale di questa teorizzazione è la sua applicazione all’interpretazione della storia, bisogna riconoscere che essa ha conservato, pur con il modificarsi dei quadri storici, una singolarissima vitalità.
Globalization, Regionalization and The History of International Relations, Joan Beaumont, Alfredo Canavero (a cura di), Milano 2005, pp. 523, € 30,00
Premessa di Brunello Vigezzi
Introduzioni di:
J. Beaumont, Introduction to America and Europe; Australia. Asia and Africa
A. Canavero, Introduction to Globalization and Its Different interpretations
Saggi di:
G. Poitras, Inventing North America. The Evolution of Regionalism in a Globalized Political Economy; M. Rapoport, Globalisation et régionalisation dans l'histoire des relations internationales. La discussion théorique et les problèmes de l'Amérique Latine; A. Graziani, The Italian Economy in the International Context: The International Setting; Th. Angerer, Austria's Foreign Policy Since 1918: Between Regionalization and Globalization; L. Valent, United Kingdom and the Global Foreign Policy in the '50s and '60s; K. Hovi, Globalization and Regionalization in the Baltic States and Finland in the 1920s and 1930s; J. Nevakivi, Globalization, Regionalization and the History of International Relations: the Case of Scandinavia and Finland; K. Haba, The Central and Eastern Europe Nationality Problem and Regional Cooperation under the EU and NATO Enlargement; J. Beaumont, Australia Between Globalization and Regionalization: The Historical Experience D. Lowe, Three World Wars: Australia and the Global Implications of Twentieth Century Wars; J. Haidu, The Presence of Global Capital in Australia and the Debate over National Identity; M. Weber, Globalization and the Asian Economic Crisis; S. Mansingh, India and China in Comparative Perspective: Between Regionalism and Globalization; M. Subhash, Regionalism in India; H. Tertrais, Entre mondialisation et régionalisation: les relations entre l'Europe et l'Asie du Sud-Est depuis la seconde guerre mondiale; V. Ferretti, The Globalization Process from South to East Asia and Japan's Adhesion to the Colombo Plan in 1954; H. Watanabe, Japanese Diplomats' View of Asia: The Case of the Representatives to the League of Nations during the Manchurian Incident; W. Döpcke, About the Mystery and Misery of Regional Integration in Africa; A. Canavero, Is a More Globalized Church Bound To Be Less Universal? The 20th Century Internationalization of the Roman Curia ; J.-P. Willaime, Protestantisme et globalisation: le développement international du protestantisme de conversion; D. Bidussa, All-Reaching Answers to Globalization. Religious Radicalism as "Tradition's Figure" and "Social Mobilization". The Late 20lh Century Jewish Case; A. Ciampani, Social Actors in History of International Relations: European Trade Unions from Internationalism to Global Society; F. Rigotti, The New Leviathan: Globalisation and the Language of Apocalypse; E. Vezzosi, The Feminist Movement Between Globalization and Regionalization: The Human Rights Problem; L. Kaplan, Globalization, Regionalization and the Military. The Evolution of NATO as a Military Organization; Ch. Cogan, NATO and the Eu: The Contest for Enlargement; R. S. Jordan, The Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) and the Politics of European Command; S. Kay, Security Regionalization in the New Europe. International Institutions and Balkan Crises; B. Amoroso, Globalization and Regionalization; Ch. F. Doran, Globalization, Regionalization, and the Cost of Secession; Y. H. Ferguson, Globalization, Regionalization, and Other Conceptions of Political Space: Past, Present, and Future; A. B. Nunes – V. Nuno, From Global Mediterranean to the Mediterranean in a Global World; D. Preda, For a Historiographic Approach to Globalization. Working Reflections and Hypotheses; G. Scirocco, Ongoing Discussion: Globalization and Time-Turning; L. Tosi, Multilateral Cooperation in the 20th Century. A Brief Historical Profile; T. Vigevani, Long Cycles of the International Society and Their Contemporary Consequences.
Globalizzazione e Regionalizzazione sono concetti difficili da definire e la prospettiva storica dovrebbe permettere di capire e collegare i diversi significati che quei termini hanno assunto nel corso del tempo: dalla formazione di regioni del mondo alla creazione di una società internazionale, dal cambiamento subito dai poteri militare ed economico all’importanza assunta dal fattore religioso. Quello di globalizzazione del resto non è soltanto un concetto economico ma implica una gamma ampia di fenomeni: l’innovazione tecnologica, l’internazionalizzazione dell’economia, della società, della cultura, dei modi di vita, il ruolo degli Stati etc. Gli studiosi per parte loro, non sempre concordano nel definire la globalizzazione, alcuni la intendono come un fenomeno proprio dei nostri tempi, altri come un fenomeno antico che si manifesta ora sotto nuove e diverse sembianze. Il libro curato da J. Beaumont e A. Canavero si propone di affrontare questi temi da diversi punti di vista, offrendo una panoramica ampia di quella che è non solo la diversa concezione di globalizzazione nelle varie aree del mondo, ma anche delle diverse interpretazioni che di quel concetto si da nel campo della politica e della teoria politica, della cultura, delle religioni.
Maria Matilde Benzoni, Robert Frank, Silvia Maria Pizzetti eds., Images des peuples et histoire des relations internationales du XVIe siècle à nos jours, Unicopli-Presses Universitaires de France, 2008, pp. 549, € 30,00
Introduzioni di:
R. Frank, Histoire des relations internationales et images
S. M. Pizzetti, Images: lieux et temps
Saggi di:
I : L’Europe et les “Autres”. Formation et cristallisation des images des peuples à l’âge moderne (XVIe-XIXe siècle)
Elisabetta Borromeo, Le ‘ turc ' à l’age moderne : itinéraire d’une image (du XVIe jusqu’au debut du XVIIIe siecle): quelques reflexions" ; Ioan-Aurel Pop - Sorin Sipos, Image des Pays Romains dans un ouvrage français de 1688; Giulia Bogliolo Bruna, Du mythe à la réalité: L'image des Esquimaux dans la littérature de voyage (XVIe – première moitié du XVIIIe siècle); Cornelius J. Jaenen, "Imaginary Reality: French Images of Amerindians, Amerindian Images of the FrenchMaria Matilde Benzoni, L’image de l’Amérique Espagnole à l’âge moderne. Quelques notes pour une histoire de la littérature sur l’expansion européenne (XVIe-XVIIIe siècles); Kokila DangDefine and Rule: Travel Accounts and the Colonial State in India; Robert Young, Colonial Images of Population on the West Coast of Sumatra in the 18th CenturyGiuseppina Russo, Zulu et Européens au XIXe siècle. Regards sur un monde africain et controverses culturelles.
II : La construction des images des “nations” et des “empires” (du XIXe siècle à la Première Guerre Mondiale)
Catherine Horel, L’image de la Hongrie et des Hongrois en Europe sur la longue durée (1848-1999); Roberta Caccialupi, The Austro-Hungarian Empire in Italian Travel Journals (1867-1914); Silvia Maria Pizzetti, 'L’Allemagne savante'. La culture italienne et l’image de la science allemande du Risorgimento à la première guerre mondiale; Andrea Saccoman, Italian Military’s Perception of European Armies in the 1870s; Alberto Caianiello, L’image de l’empire wilhelminien dans la presse liberale italienne: un model d’action en politique étrangère? (1900-1914); Martyn Cornick,Les problèmes de la perception entre la France et l’Angleterre au seuil du XXe siècle; Lúcia Maria Bastos P. Neves - Tania Maria Tavares Bessone da C. Ferriera, Portugal, France et Brésil: représentations imaginées (1808-1914); Lená Medeiros de Menenzes, Les Portugais en tant que représentation de l'immobilisme dans la modernisation républicaine au Brésil (1890-1920); Tiziano Bonazzi, Janus and the Statue of Liberty: Redefining 'the Other' to chart the Course of the American Empire; María-Dolores Elizalde, Images of the Philippines: The International Perception of a Colony at the End of the 19th Century; Michael Rauck, The Development of the German Image of Japan in the Late 19th Century to WW I; Wolfram Kaiser, Negotiating National Images in Global Public Spaces: Intercultural Communication at Nineteenth Century World Exhibitions.
III : Le pouvoir des images dans l'histoire du temps présent (de l'entre-deux-guerres à nos jours)
Bohumila Ferenčuhová, L´alliance franco-tchécoslovaque dans l´entre-deux-guerres. Le poids de l´image du Francais et du Russe/Soviétique dans le processus de décision en politique étrangere; Thomasz Schramm, La représentation satirique des voisins de la Pologne dans l’entre-deux-guerres; Hideo Fukamachi, Chinese National Consciousness and Japan: The Case of Dai JitaoOlavi K.Fält, Impact of Japan’s Public Image on the Political Relations between Finland and Japan in the 1930s; Rita Cambria, Presse et groupes de pression aux Etats-Unis. À la recherche d’une politique étrangère à l’égard de l’Italie après 1945: hypothèse sur des cas d’étudesElena Aga Rossi - Giovanni Orsina, The image of America in the Italian Communist Press, 1945-1953; Mikhail Narinski, La formation de l’image de l’ennemi en URSS au début de la Guerre FroideJohn Kent, British Elites and Attitudes to the 'Other' in Cold War Europe; María Dolores Algora WeberSpain and Magreb; Graeme S. Mount - Sahadeo Basdeo, The Foreign Relations of Trinidad and Tobago as a Manifestation of National Identity; David Vital, ‘The People’ as an Organising IdeaAldo Ferrari, Between Slavdom and Turan: Russian Identity in Eurasian Teaching; Anna Ostinelli De Caroli, The non-European World in the Italian School History Books: the Image of the Other between Stereotypes and Reality after World War II. Hypotheses on Some Case-Studies.
En acceptant l’invitation de la Commission d’Histoire des Relations Internationales, les auteurs de ce recueil d’études on réfléchi sur les poids des images dans l’histoire des rapports entre les peuples et les Etats, du XVIIIe siècle à nos jours et à l’échelle planétaire.
Le livre esquisse une histoire encore largement à écrire, des débuts de la mondialisation à l’âge moderne à la globalisation contemporaine, de la formation du système européen d’Etats à l’après 1989, de l’Europe à l’Asie, de l’Amérique à l’Afrique. Il permet donc d’étudier le rôle des imaginaires et des images des peuples dans l’histoire des relations internationales, tout en analysant sur la longue durée les innombrables transformations de ce corpus de représentations ainsi que son usage par tous les acteurs.
Le lecteur pourra découvrir une importante dimension temporelle: contrairement à ce qui est communément admis, l’influence des images sur les relations internationales ne date pas d’aujourd’hui, ni même au XXe siècle, mais s’inscrit dans un passé lointain que cet ouvrage met en perspective.
Barbara Baldi, Maria Matilde Benzoni (a cura di), Lontano da dove. Sensazioni, aspirazioni, direzioni, spazi fra Quattrocento e Seicento, Milano, Unicopli, pp. 139, €12,00
Nota introduttiva di Barbara Baldi e Maria Matilde Benzoni
Saggi di:
Gino Benzoni, Una premessa sul filo della memoria; Barbara Baldi, La Boemia ussita in una lettera di Enea Silvio Piccolomini a Giovanni Carvajal (21.8.1451): fra esperienza diplomatica e riflessione storico-politica; Maria Matilde Benzoni, ‘Pensare il mondo’ nella prima età moderna. Un itinerario fra umanesimo, diplomazia e pedagogia edificante; Hitomi Sato, L'ambasceria giapponese e le relazioni internazionali fra il Giappone e l'Europa nel Cinquecento; Davide Bigalli, Lontano da ovunque: António Vieira e il Brasile riconosciuto.
Come accostarsi da un punto di vista storico alle dimensioni della distanza e dell’alterità? Qual è il rilievo effettivamente conferito dai contemporanei, nei diversi periodi e contesti, a tali aspetti dell’esperienza umana? Come raccordare in uno svolgimento persuasivo le dimensioni soggettive e oggettive di questi fenomeni? In che misura, infine, lo studio in simile prospettiva del Quattrocento e della prima età moderna illumina, o può illuminare, il nostro presente multiculturale e globalizzato?
Questi alcuni degli interrogativi di fondo del volume: gli autori vi si sono misurati da diversi punti di vista e secondo tradizioni metodologiche e storiografiche distinte, delineando un itinerario per molti versi inedito con una specifica attenzione alle dinamiche dei rapporti internazionali all’interno dello spazio europeo e fra le aree di civiltà.